Il paese preferito dagli amanti del vino

Lastminute, uno dei portali turistici più conosciuti e utilizzati al mondo, ha condotto un’indagine per conoscere le preferenze enologiche dei suoi utenti e l’Italia è stata scelta come migliore regione vinicola del mondo.

Tra i criteri basati sui vini disponibili, le visite aperte ai vigneti, le offerte di degustazione e, naturalmente, il fattore qualità/prezzo. L’Italia ha ottenuto il primo posto su un totale di 30 paesi, alcuni con la stessa tradizione di Francia e Spagna (rispettivamente secondo e terzo posto). Quest’ultimo ha segnato la differenza con la Francia, in quanto il prezzo medio del vino italiano è leggermente inferiore a quello francese, che è di 4,80 euro per bottiglia, contro i 5,80 euro dell’offerta francese.

Alcune delle regioni più importanti

Abalizo: Regione vitivinicola che coltiva più di 50.000 ettari e che ha nel Montepulciano d’Abruzzo il suo autentico marchio della casa.

Liguria: Più di 10.000 ettari di vigneti garantiscono questa regione costiera.

Lombardia: Nella varietà è il gusto, e in questa regione ci sono da scegliere tra rosso, bianco e spumante.

Piemonte: Una delle regioni più conosciute d’Italia, con vini leggeri come il dolcetto con spumanti di alta qualità.

Toscana: un territorio già conosciuto nel Rinascimento ha innumerevoli varietà ed è simbolo del vino rosso in Italia.

Trentino-Alto Adige: Regione a clima freddo che produce interessanti vini rossi, oltre che bianchi freschi.

Valle de Aosta: regione a clima alpino continentale.

Tre villaggi essenziali

La geografia italiana ha luoghi sorprendenti, e al di là di Venezia, Napoli, Roma, Pisa, Milano o Firenze, l’Italia è un paese che nasconde veri e propri tesori, città e città sconosciute con lo stesso fascino di cui sopra. In realtà, ce ne sono così tanti che potrebbero entrare in questa lista che potremmo anche fare una seconda e una terza parte, e anche così saremmo molto bassi. In ogni caso, ci limiteremo a quattro indispensabili, in base alla loro cultura, alla loro gastronomia e, naturalmente, alla loro bellezza.

Alberobello

Alberobello

Uno dei grandi tesori è questa città in provincia di Bari, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nota per i suoi trulli -speciali case circolari in pietra a secco con tetti a forma di cono costruiti fin dal XVI secolo- il suo vino giovane e l’olio d’oliva.

Burano

Burano

Un villaggio nascosto a Venezia, ovvero un’isola che si collega con Venezia in vaporetto e permette di allontanarsi dal centro turistico della città senza perderne l’essenza. Il suo fascino principale, oltre che nei canali, è nell’architettura colorata e nelle facciate.

Cefalù

Cefalù

Una perla della costa siciliana è questa città di origine arabo-normanna, con spiagge imponenti e una montagna che domina tutto il paese. Da non perdere una visita al Duomo di Cefalù (chiesa normanna), dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco e unico in Sicilia.

Patriarca della Pizza

È difficile tracciare una storia della pizza, ma se ce n’è una convincente, è probabilmente quella che la colloca al primo uso del pane da parte dell’umanità. È noto che nell’antica Grecia si serviva già una sorta di protopizza, decorata con erbe, spezie, aglio e cipolle. Nel 500 a.C. i soldati persiani presero la focaccia con formaggio fuso e persino Virgilio nell’Eneide menziona un piatto simile a quello che oggi consideriamo pizza:

Altro per avventura allor non v’era
di che cibarsi. Onde, finiti i cibi,
volser per fame a quei lor deschi i denti,
e motteggiando allora: «O – disse Iulo –
fino a le mense ancor ne divoriamo?»

Ma se c’è una storia che si avvicina a quella che oggi chiamiamo pizza, è quella che venne da Napoli nel XVII secolo come piatto popolare tra i napoletani; è un alimento fatto con pane, formaggio, pomodoro e mozzarella (i colori dell’Italia) dagli umili abitanti della città e che aveva quasi tutte le varianti della pizza di oggi.

Con la partenza degli immigrati italiani dalla penisola italiana, le loro usanze culinarie raggiunsero varie parti del mondo e cominciarono così a produrre pizze all’inizio del Novecento. Uno dei primi a rivendicare la produzione della prima pizza fuori dall’Italia fu Gennaro Lombardi, che nel 1905 aprì nel ristorante di Little Italy New York Lombardi. Oggi questo chef è conosciuto come il “Patriarca della Pizza” e la pizzeria, emblema della cultura gastronomica italiana nel mondo.

pizza

Lombardi’s ha continuato il suo successo fino al 1984 e a causa della crisi economica ha dovuto chiudere i battenti. 10 anni dopo, il figlio del defunto Gennaro Lombardi decise di riaprire la pizzeria. Non potevano farlo nel luogo originario perché il luogo era troppo piccolo ma lo hanno fatto nello stesso quartiere di Little Italy, esattamente in primavera Spring St.

“Italia Invita”, un progetto per la cultura italiana

L’Italia è sinonimo di cultura, e come tale la cultura in Italia trasuda ovunque. Non c’è un angolo, nessuna pietra che non nasconde una storia culturale. Non a caso il patrimonio culturale italiano comprende quasi 100.000 chiese, 50.000 castelli, 40.000 ville con i loro 5.000 giardini, archivi e biblioteche per un totale di 50.000, e innumerevoli centri storici, musei, siti archeologici e conventi. Oltre a nomi come Leonardo, Tiziano, Botticelli, Botticelli, Michelangelo, Giotto, Caravaggio, Tintoretto, Masaccio, Verdi, solo per citarne alcuni… Inoltre, l’Italia ha il maggior numero di beni artistici dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. E questo non esclude la cultura contemporanea; la cultura italiana è ancora molto viva e non è una cosa del passato: migliaia di esempi confermano una nuova architettura che coniuga tradizione e nuove tendenze stilistiche.

Ma è nella strada e nella sua gente che la cultura italiana gioca il suo ruolo più importante, ed è qui che il nostro sito web ha la sua missione: fare cultura più delle parole e non solo delle istituzioni, dei musei e così via. Tutto è cultura e “Italia Invita” è nata per condividerla con tutti.