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Forum Internazionale del Merletto e del Ricamo

3a edizione - "La Ricerca"

Rimini, Italia dal 4 al 6 maggio 2007

Ricamo a treccia di Savignano
La coperta ritrovata esempio di ricamo a treccia di SavignanoLa coperta ritrovata
Partendo da segnalazioni nei testi e negli articoli di Elisa Ricci si è arrivati a identificare, a trovare un manufatto originale nel Museo etnografico di Forlì, a riprodurre, a far rivivere, semplici ricami che venivano detti Ricami a treccia di Savignano. Chi se ne occupò nei primi anni del novecento fu Luisa Rasponi (1859-1919), figlia di Gioachino e Constance Ghika, nipote della più famosa Luisa Rasponi Murat.

Nati, seguendo la tradizione, per adornare le coperte dei buoi, questi ricami semplici, ma di effetto, furono molto apprezzati già nel 1906, a Milano, in quella grande esposizione del Sempione che vide riunite, nelle Industrie Femminili Italiane, scuole e laboratori provenienti da ogni parte d’Italia. Nel 1921, in occasione della mostra etnografica di Forlì, due anni dopo la morte di Luisa Rasponi, gli allegri ricami, dopo un periodo in cui sembravano tramontati, ricomparvero ravvivati dal geniale fervore della famiglia del pittore Antonello Morone. Pochi cenni successivi, poi il nulla. Fino ad ora.

una proposta di Ricamo a treccia di Savignano ad opera di C.Notore e P.Paglieranicuscino


Materiale: Si lavora con grosso filo di colore acceso (turchino, rosso, giallo oro, giallo ruggine) su spessa tela bianca, oppure con filo chiaro su tela ruggine. Tecnica: Si esegue una treccia a tre capi o una catenella all’uncinetto. Con punti invisibili si applica la treccia lungo un disegno già predisposto. Variante: la catenella può essere eseguita con l’ago. Accompagnano la treccia decori a brevi gugliate simili a ciuffetti.
Motivi: cerchi formati da alcuni anelli cuciti vicini, vasi stilizzati, linee, quadrati, ghirigori, fiori, stelle.



una proposta di Ricamo a treccia di Savignano ad opera di C.Notore e P.PaglieraniRicamo a treccia di Savignano
Una descrizione: 1906 (a firma di Maria Pasolini Ponti)
Si trovano campioni molto interessanti: i disegni presentano un’impronta così primitiva e originale da poter essere considerati antichissimi e si prestano facilmente a modificazioni che li rendono adatti per tappeti da tavola, per coperte da letto, per tende e altre cose consimili. Queste coperte da buoi, che hanno un ornato loro particolare, sono notevoli perché rappresentano una nota vera della poesia popolare d’una regione agricola quale è la Romagna. Forse con questi fregi di fiori e di vasetti fioriti hanno le contadine di Romagna inconsciamente fissato sulla robusta tela, che è frutto del proprio lavoro, i loro pensieri, i loro sentimenti d’amore.


testo di Bianca Rosa Bellomo
foto di Cristina Notore


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